Di Anna Iallorenzi

Qualche semplice consiglio per essere più buoni nelle feste, soprattutto con l’ambiente.

 

Le festività natalizie sono il periodo dell’anno emotivamente più intenso, quello in cui si operano i primi bilanci e ci si propone di essere migliori, sia sul piano personale che sociale. Inoltre, una volta trascorsa la frenesia del Natale, l’approssimarsi del Capodanno, simbolo per eccellenza del rinnovamento, ci impone una riflessione sui cosiddetti “buoni propositi” per un inizio d’anno completamente differente. Ma di questo parleremo poi .

Quale migliore occasione quindi, per iniziare ad innescare meccanismi nuovi e abitudini positive? Ad esempio, ragionando in termini di rinnovata consapevolezza, si potrebbe analizzare l’enorme problema ambientale causato dalla plastica e provare a risolverlo a partire dai più piccoli gesti individuali. È necessario riconsiderare i propri comportamenti quotidiani, sempre, persino durante le festività, perché concedersi un po’ di relax non significa dimenticare l’ambiente.

Ma torniamo alla plastica e partiamo da una serie di informazioni utili a capire meglio la questione. Come dimostrano dati recenti diffusi da Greenpeace, nel nostro Paese il tasso di riciclo degli imballaggi in plastica è cresciuto dal 38% del 2014 al 43% del 2017. Tuttavia, nonostante questa sia di fondo una buona notizia, è purtroppo accaduto che, non solo il consumo di plastica monouso non sia diminuito, ma che le tonnellate di imballaggi non riciclati siano rimaste sostanzialmente invariate (1,292 milioni di tonnellate nel 2014 contro le 1,284 milioni di tonnellate del 2017). In sostanza, poiché si produce sempre di più, non basta che il sistema del riciclo sia sempre più efficiente e bisognerebbe invece agire sulla riduzione di consumi.

In quest’ottica il lungo momento delle festività natalizie inaugurato dal Natale, passando per il Capodanno e arrivando all’Epifania, ha da sempre rappresentato un grande amplificatore dei consumi, sollecitando acquisti compulsivi o frettolosi e il consolidamento di abitudini talvolta dannose per l’ambiente. Infatti, se ci guardiamo bene intorno e andiamo oltre la magica atmosfera delle nostre città illuminate, oltre la bellissima veste dei negozi decorati fino all’eccesso, del calore delle case addobbate, delle tavole riccamente adornate e splendidamente imbandite, noteremo che pressoché tutto ciò che ci circonda e che acquistiamo è ricoperto di orpelli e decorazioni in plastica. La maggior parte dei doni che ci scambiamo, è avvolta, spesso senza necessità, in moltissima carta da imballaggio oppure di per sé costruita con materiali né biodegradabili né riciclabili: tutto questo, riflettendoci, non aggiunge alcuna gioia alle nostre feste, anzi!

 

 

Tuttavia, perché perdere l’entusiasmo quando si ha la certezza che cambiare sia possibile e che basti iniziare dalle piccole cose per catalizzare un processo di miglioramento?

Ecco perciò alcuni piccoli suggerimenti perché questa meravigliosa stagione festiva diventi sempre più plastic-free senza rinunciare alla tradizione e alle tanto amate decorazioni.

Opta per decorazioni naturali

Le vecchie decorazioni in plastica ormai ci sono, non avrebbe senso negare la loro esistenza semplicemente relegandole all’oblio della cantina, ancor meno disfarsene per principio. Sappiamo infatti che il riutilizzo è una buona pratica. Tuttavia, per il futuro possiamo proporci di non acquistarne di nuove. Del resto, le alternative naturali per creare una bella atmosfera in casa sono tantissime: a partire dalle pigne, all’agrifoglio e al vischio, fino ad arrivare ai rami di abete o pino, raccolti semplicemente in giardino o presi dalle siepi.

Per quanto riguarda i dettagli ornamentali per l’albero o per impreziosire angoli e ghirlande della casa, si potrebbero acquistare manufatti in feltro, stoffa, lana o decorazioni dal tono non solo ecologico ma anche artigianale come quelle realizzate in legno, vetro soffiato e ceramica.

 

E le lucine? Scegli soluzioni a basso consumo e occupati con cura dello smaltimento. Le lucine non più funzionanti non possono essere gettate nell’indifferenziato poiché rientrano nella categoria dei Raee, i Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Tuttavia se dovessi avere un dubbio, no panic! Grazie a Junker una app che indica dove smaltire il vostro rifiuto speciale, trovare il punto di conferimento più vicino sarà semplicissimo: basterà inquadrare il barcode del prodotto con la fotocamera dello smartphone, e l’applicazione individuerà tutti i materiali che lo compongono e, per ognuno di essi, suggerirà il bidone corretto in cui conferirlo in base al luogo in cui vi trovate. L’applicazione è scaricabile gratuitamente per dispositivi iOs e Android.

Usa la tua creatività

Metti alla prova la tua manualità realizzando delle semplici decorazioni che daranno al tuo albero un fascino unico e un carattere personale. Ad esempio, scegliere origami in carta riciclata significherà non solo ridurre l’impiego di plastica ma potere compostare o riciclare le proprie decorazioni una volta danneggiate. Ancora, ghirlande di pompon in lana di recupero, fiocchi in nastro, piume e piccoli oggetti trovati nei mercatini vintage da trasformare in simpatici pendenti. Prova a modellare forme basiche in materiali come la pasta di sale e date un tocco di colore al tutto con bacche e frutta di stagione come arance, mandarini, melagrane e castagne. Hai mai sentito parlare dei pomander? Sono semplicissimi da realizzare inserendo chiodi di garofano nella buccia degli agrumi e incidendo per formare diversi disegni e geometrie. I frutti, oltre ad essere estremamente decorativi, rilasciano un profumo intenso e speziato, persino da essiccati.

Infine se ai minimalisti suggeriamo di appendere rametti di vischio e pungitopo, ai più arditi consigliamo di dedicarsi a dolcetti e biscotti glassati. In prestito dalla tradizione tedesca ecco la speziatissima ricetta delle zimtsterne: provatele nelle feste e conservatele rigorosamente in una scatola di latta!

Eco sì, ma con stile

Sulla tavola delle feste i prodotti usa e getta quali bicchieri, posate, piatti e cannucce sono vietati, anzi banditi. Detto ciò, se tremi al solo pensiero di pranzi, raduni in famiglia, cenone di fine anno con molti invitati e stoviglie insufficienti, abbiamo pronto un super consiglio per te! Oggi spaiare si può, anzi risulta elegantissimo. Fai una visita ai negozietti vintage, ai mercatini dell’usato locali alla ricerca di coltelli, forchette e stoviglie che, anche se non abbinati, possono aiutarti ad allestire una tavola allegra, informale e insolita ma soprattutto sostenibile.

 

Se pensi però che sia arrivata l’ora di investire in stoviglie e tessili per la casa di qualità, rivolgiti ad artigiani locali della ceramica e del vetro e affidati al loro gusto e saper fare!

Attenzione! Limita al minimo l’utilizzo di imballaggi in plastica per conservare gli avanzi sostituendo i contenitori in plastica con i più sostenibili vetro e ceramica.

Ripensa alla carta regalo

Potresti non averci mai pensato, ma molta carta da regalo ha un rivestimento plastico laminato e non può essere riciclata oltre al fatto che per chiudere un pacco normalmente si utilizza molto nastro adesivo. Usando della carta da pacchi marrone legata semplicemente con un nastro di corda, cotone o un filo, non solo conferirai ai tuoi doni un’aura romantica ma farai un grande regalo anche all’ambiente. In alternativa, potresti divertirti ad avvolgere i tuoi pacchi con scampoli di stoffa colorata, semplicemente annodata e arricchita da fiori, foglie o bigliettini d’auguri. Per piccoli oggetti o regali golosi prova invece i barattoli di vetro, elegantissimi e riutilizzabili. 

E l’albero?

Proviamo a rispondere all’annosa opposizione tra albero vero o finto poiché si tratta di un problema di proporzioni importanti, sia prima del Natale ma soprattutto dopo: si stima infatti che sono circa 6 milioni gli alberi di Natale presenti nelle nostre case. Da un’indagine di Coldiretti, sappiamo che l’albero è irrinunciabile per l’81% delle famiglie italiane e che sette italiani su dieci scelgono ancora di acquistare un albero sintetico o comunque di riutilizzare il vecchio esemplare conservato in soffitta. Uno studio scientifico comparato ha rilevato che il dispendio energetico di un albero in plastica (solitamente importato da un paese asiatico) è nettamente superiore a quello necessario per la produzione e la commercializzazione di un albero vero, cresciuto in loco. «Gli alberi di Natale di plastica prodotti soprattutto in Cina sono ottenuti – sottolinea il rapporto di Coldiretti – con materiali che comprendono anche varie leghe metalliche e plastiche tipo polivinilcloruro (PVC) e polietilene tereftalato (PET) e ciò comporta un notevole dispendio di energia, oltre ad essere fonte di inquinamento nel processo di produzione, durante il trasporto e per lo smaltimento».

I numeri di questo impatto ambientale sono impressionanti: per un albero sintetico si emettono complessivamente 23 chilogrammi di anidride carbonica ai quali si deve aggiungere il trasporto (quasi 9000 km dalla Cina) e il problema dello smaltimento (si impiegano oltre 200 anni affinché si degradi nell’ambiente).

Dall’altro lato, l’albero naturale italiano coltivato ha numerose virtù dal punto di vista ambientale. In primo luogo, questi esemplari sono coltivati soprattutto nelle zone montane e collinari in terreni marginali altrimenti destinati all’abbandono, contribuendo a numerosi fattori quali il miglioramento dell’assetto idrogeologico; a combattere il fenomeno dell’erosione e delle frane, nonché il pericolo degli incendi. Inoltre il bilancio energetico-ambientale finale è chiaramente favorevole alla nostra salute poiché ogni albero finisce per sottrarre 47 grammi di anidride carbonica dall’aria immettendo ossigeno nell’atmosfera grazie alla fotosintesi.

E una volta terminato il periodo natalizio? Se l’albero acquistato ha le radici possiamo piantarlo in giardino o donarlo ai centri di raccolta indicati dai vivaisti, dai Comuni, dal Corpo forestale dello Stato o da alcuni mercati di Campagna Amica (vedi la lista su www.campagnamica.it)

 

 

Per finire, se ti appassiona l’argomento plastic-free, informati e tieni d’occhio eventi a tema come “Mare d’inverno” di Fare Verde Onlus, che organizza giornate di pulizia del litorale per liberare il mare dalla minaccia della plastica. Farà bene soprattutto a te.

Buone feste Plastic-Free!

Immagini: Popsugar, Simple Bites Blog, Rent my DustSilvia Simple LifeA Pair and a Spare