Non è certo una novità: la vita dei capi che acquistiamo a poco prezzo è sempre più corta. Ci stanchiamo in fretta, e la loro bassa qualità fa sì che si usurino più velocemente. Ecco quindi che arriva un nuovo acquisto, seguito da un altro, per arrivare poi ai tanto attesi sconti per il black friday. Vuoi non approfittarne?
Così, ogni settimana, cediamo all’impulso di un nuovo capo – anche se non ne abbiamo bisogno – e dopo poche settimane lo gettiamo perché “vecchio”.

<E se invece provassimo a fare acquisti più consapevoli, preferendo capi più versatili, scelti per la loro qualità?>

 

Vi sarà capitato almeno una volta nella vita di entrare in un negozio di seconda mano e soffermarvi ad osservare capi provenienti direttamente dagli anni ’60 o ’70 provando un certo stupore per il fatto che fossero ancora in ottime condizioni.
Ecco, i negozi dell’usato sono probabilmente il luogo migliore per iniziare la nostra ricerca e identificare, tra gli altri, i capi più durevoli che, nonostante l’utilizzo, resisteranno all’ usura e al tempo.
Nei negozi dell’usato è facile trovare abiti realizzati in periodi storici in cui l’abbigliamento era pensato per durare nel tempo e mai per essere gettato via dopo poche settimane. Un capo di qualità si usurerà molto più lentamente, di conseguenza la sua vita sarà molto più lunga rispetto a quella di un capo che nasce al giorno d’oggi poiché la necessità di resistere al tempo è una questione piuttosto trascurata dalle più note catene di fast fashion, che sembrano focalizzarsi maggiormente sulla quantità invece che sulla qualità.

 

 

Come riconoscere il capo più durevole?

Potremmo iniziare ad osservare nel nostro guardaroba quali sono le caratteristiche dei capi che indossiamo da molto tempo e che sembrano resistere meglio agli anni che passano.
È il tessuto con il quale è stato realizzato, le finiture interne o forse le cuciture?

La risposta è che un capo di qualità è il risultato di buoni ingredienti (fibre), attenzione per i dettagli e costruzione ragionata. Il tessuto ne determina gran parte del risultato – dunque anche il prezzo – motivo per il quale, spesso, in favore di un costo contenuto, si risparmia sulla qualità della stoffa (ma anche sulla performance del capo).

L’occasione d’uso e le fibre.

Quando siamo alla ricerca della qualità, non c’è miglior modo per iniziare che guardare l’etichetta della composizione di un capo (la potete trovare nel collo o nella cucitura interna sul fianco). Le fibre con le quali il capo è composto, vi indicheranno anche le sue prestazioni.

Consideriamo ora l’occasione d’uso dell’indumento che state analizzando: lo indosserete potenzialmente all’aperto, in ufficio, oppure per fare sport? Ad esempio, un capo sportivo dovrebbe essere realizzato in tessuto traspirante, veloce da lavare e asciugare, e possibilmente resistente alle abrasioni.

 

 

Fibre come lana e cashmere sono ideali per i maglioni, per la capacità di isolamento termico e allo stesso tempo di traspirabilità. Il cotone invece è la fibra più versatile per i suoi attributi caratteristici di comfort e freschezza, tali da renderlo il tessuto d’elezione per t-shirt, intimo, pantaloni etc.
Diventa chiaro come la traspirabilità di una fibra sia un aspetto da non trascurare mai perché ci farà sentire freschi e a nostro agio indossando un indumento.
Le fibre sintetiche come acrilico, poliestere o nylon non hanno questa caratteristica, dunque tendono a trattenere l’umidità e il sudore. Il mio consiglio, è quindi quello di preferire sempre le fibre naturali come cotone, lino o lana. Se state guardando un’etichetta mista, che vi mostra in ordine decrescente i diversi filati con cui il capo è stato realizzato, assicuratevi che almeno il 75% sia in fibra naturale, ma optate sempre e comunque per capi composti da una sola fibra: sarà più facile riciclarli alla fine del loro ciclo di vita e, inoltre, i capi realizzati con un mix di fibre risultano meno durevoli. Il poliestere, ad esempio, reagisce in modo differente dalla lana al lavaggio in acqua, e resiste a temperature più alte. Questo potrebbe restringere o infeltrire la parte in fibra di lana, rovinando il vostro capo più velocemente.

 

 

La costruzione di un capo di buona qualità

Ora che la questione ‘tessuto’ è stata chiarita, possiamo affrontare la costruzione del capo; dove per ‘costruzione del capo’ si intende il modo in cui l’indumento è stato assemblato. A questo punto si rivela utile rovesciarlo per osservare il suo interno.

I capi di buona qualità si riconoscono anche dal tipo di cuciture che sono perfettamente diritte e resistenti a movimenti e stress. In zone particolarmente soggette a sfregamenti e sollecitazioni, le cuciture sono generalmente rinforzate (come nel cavallo del pantalone, nelle asole, nella linea vita o nelle fodere delle tasche). Il colore delle cuciture interne dovrebbe coincidere con la tonalità del tessuto, a meno che non si tratti di una scelta di stile (quando non sono dello stesso colore, potrebbe essere un segnale di poca cura e taglio dei costi). Per testare la resistenza delle cuciture, provate a tirare il tessuto in corrispondenza delle cuciture: se la cucitura è di qualità, non dovreste essere in grado di vedere alcuna luce filtrare nel mezzo e la cucitura tornerà al suo posto una volta che mollerete la presa.

Evitate di comprare capi che al momento dell’acquisto presentano cuciture non resistenti, o addirittura visibilmente danneggiate; è un segnale di scarsa qualità del filo utilizzato, e probabilmente l’azienda manca di ‘controllo qualità’.

Le cuciture interne sono un importante fattore che vi indicherà se il capo è di valore o meno; non devono per nessun motivo irritare la vostra pelle e devono quindi presentarsi piatte.
La cucitura più economica e veloce per rifinire gli interni è sicuramente il punto overlock. Controllate sempre che non ci siano fili penzolanti o irregolarità.
In un indumento di buona qualità generalmente le cuciture interne sono alla francese o all’inglese, una cucitura che richiede più tempo e materiale, ma che renderà più durevole e confortevole il capo in questione.
Altri dettagli che possono aiutarvi a riconoscere un capo di buona qualità è la presenza di tasche funzionali, con proporzioni giuste e posizionate alle altezze corrette, o la presenza di fodere interne nei capi in tessuto di lana (potenzialmente irritante).
Un pantalone con riprese in vita è da preferirsi a un pantalone con l’elastico in vita; è segno che ci sia stato uno studio più approfondito nella costruzione e, ricordiamoci sempre, che deve seguire le forme del corpo, non avvolgerlo. Gli orli sono un altro dettaglio da tenere in considerazione in termini di qualità; da preferirsi quelli rifiniti con punto invisibile.

 

 

Come allungare la vita di un capo in poche semplici mosse.

Tutti vorremmo che i capi del nostro guardaroba mantenessero un buon aspetto il più a lungo possibile, la verità è che non basta solamente scegliere una fibra naturale.
Se in inverno non sopportate l’effetto pilling nei maglioni, allora preferite maglie rasate e fibre meno pelose. Non correrete il rischio che a causa dello sfregamento o dei lavaggi formino i tanto temuti “pallini”, una delle principali cause che vi faranno scartare in poco tempo un maglione acquistato da poco. Ricordate sempre che se la fibra è di buona qualità basterà rimuovere i “pallini” e il maglione tornerà ad assumere un buon aspetto. È quindi molto importante prendersi cura dei nostri capi in una maniera corretta per prolungare la loro vita.

  • La prima regola: lava i tuoi vestiti solo se è necessario
    Ogni lavaggio andrà ad indebolire la fibra e in media laviamo i nostri vestiti molto più di quanto sia necessario. Infatti la maggior parte delle volte il lavaggio avviene solo per rinfrescare e questo non è necessario.
    Fibre sintetiche come poliestere o nylon tendono a trattenere gli odori e quindi necessiteranno di più lavaggi, mentre le fibre naturali, essendo più traspiranti, potranno essere indossate più a lungo prima che si renda necessario il lavaggio.
  • Regola numero due: segui generalmente ciò che indicato nell’etichetta…ma non troppo.
    Se l’etichetta indica il lavaggio a mano, non essere pigro; il tuo capo potrebbe infeltrirsi o danneggiarsi se introdotto in lavatrice. È quindi meglio seguire le indicazioni riportate. Puoi riempire una bacinella di acqua fredda e lasciare il capo in ammollo (senza dimenticartene). Per quanto riguarda le temperature indicate, si tratta sempre della temperatura massima alla quale quel capo può essere lavato, ma non è necessario lavarlo effettivamente a quella temperatura; basteranno temperature più basse, per un lavaggio più sostenibile (qui trovi i nostri consigli in merito) ed anche efficace. Cerca inoltre di usare il meno possibile l’asciugatrice: consuma molte energie non necessarie ed in più stressa le fibre indebolendole. Preferisci di gran lunga l’asciugatura naturale.
  • Regola numero tre: ripara, è divertente!
    Divertiti a rammendare i capi che presentano le prime avvisaglie di usura. Puoi fare uso di fili a contrasto, per dare un tocco nuovo, oppure sbizzarrirti con ricami personalizzati!

 

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